Quanto è difficile parlare di piacere sessuale femminile?! Lo so che vorresti sentirti dire che non è così ma per molti il piacere sessuale femminile è ancora un tabù. Chi non sa come raggiungerlo, chi non vuole nemmeno sentirne parlare, chi si vergogna a farlo, chi non l’ha mai conosciuto, chi l’ha incontrato ma poi perso per strada.
Vediamo di conoscere meglio il piacere sessuale e le sue caratteristiche nel mondo femminile.
Che cosa significa piacere sessuale femminile?

ll piacere sessuale femminile è l’orgasmo: è un’esperienza complessa che integra aspetti biologici, psicologici, relazionali e culturali.
SPOILER: non è uguale per tutte! Se chiedessimo a cinquanta donne di descrivere un orgasmo molto probabilmente otterremmo cinquanta risposte diverse.
C’è chi nel descriverlo si concentra sulla componente fisica, chi sul vissuto psicologico, chi su entrambe.
“Travolgente”
“Liberatorio”
“Breve ma intenso”
“Ci sono quasi”
SBAM! Ti riconosci?
Il piacere sessuale femminile non è uguale per tutte e non è stato inteso allo stesso modo nel corso dei secoli. Vediamo come si è evoluto e come è cambiato nel tempo il modo di vivere la sessualità femminile.
Un po’ di storia: piacere sessuale femminile ed evoluzione
Nell’Antica Grecia la ricerca del piacere non era prerogativa esclusivamente maschile.
Si credeva che le donne avessero bisogno di un’attività sessuale regolare per non ammalarsi e che il piacere sessuale fosse necessario al mantenimento di una condizione di benessere ed equilibrio … lungimiranti questi Greci!
Era credenza diffusa che al momento dell’orgasmo anche le donne rilasciassero un proprio seme, essenziale per il concepimento. In assenza di attività sessuale questo seme non veniva rilasciato, cosa che aveva per conseguenza una serie di sintomi fisici. Da quanto sopra si evince che si pensava che il piacere sessuale impattasse sia sulla salute delle donne sia sulla loro possibilità di procreare. A preoccupare non era l’attività sessuale, il piacere, ma la sua eventuale assenza.
Ti dirò di più, nell’antica Grecia il piacere sessuale femminile era considerato così importante che era fiorente la produzione di “olisboi”, falli artigianali in legno e cuoio, esportati in tutto il mondo greco, che le donne usavano per praticare liberamente la masturbazione (hai capito bene, masturbazione).
Nel mondo romano il sesso veniva considerato una cosa normale, buona e sana, fino all’avvento del Cristianesimo che equiparando il piacere sessuale a una colpa, all’idea di peccato, fa della sessualità qualcosa di impuro.
Ecco, cominciano le note dolenti…
La chiesa accetta il sesso solo all’interno del matrimonio a scopo riproduttivo, l’amore carnale viene condannato. Una pugnalata alla sessualità femminile e alla sua possibilità di essere vissuta a pieno.
A salvare almeno in parte il piacere sessuale femminile restava solo la credenza, rivelatesi poi erronea, che il raggiungimento dell’orgasmo femminile favorisse il concepimento, credenza che non dava però scampo alle donne sole.
Le donne sole, in assenza di attività sessuale, si credeva non potessero espellere il proprio seme che, accumulandosi all’interno del corpo, le portava a soffrire di una serie di disturbi fisiologici.
Questi venivano fatti spesso rientrare nel quadro di isteria, una malattia tipicamente femminile, che si credeva fosse esito di un desiderio sessuale inappagato.
Pazzesco ti dirai! Sole, senza orgasmi e pure matte. Ti senti ribollire, vero? Fa un certo effetto pensare venissimo etichettate così.
Ma vuoi sapere la cosa più assurda? Il trattamento di elezione per l’isteria era, fin dai tempi di Ippocrate, il massaggio delle parti genitali.
Scherziamo? Niente affatto! Le donne non potevano masturbarsi, si riteneva questo le danneggiasse e il trattamento loro riservato consisteva proprio nella masturbazione. Da non credersi.
L’orgasmo ottenuto in questo modo era considerato un intervento medico
Te lo immagini cosa succederebbe se una cosa così accadesse oggi?
Il massaggio delle parti genitali voleva purificare il corpo della donna da quanto di nocivo lo pervadeva e fino agli anni Venti del 900 era pratica usuale di qualsiasi medico di famiglia.
Ve la ricordate la serie Un Medico in famiglia? Immaginate nonno Libero, nonna Enrica, Cettina e il medico che massaggia i genitali… non serve vi dica che stride, giusto?
Relegare il piacere femminile all’interno degli ambulatori medici permetteva di non mettere in discussione un modello di sessualità androcentrico (che poneva in primo piano il piacere maschile).
Molti non sapranno che i primi vibratori nacquero proprio in questo contesto, con finalità mediche (George Taylor, 1869 mise a punto il primo vibratore a vapore), volendo accorciare i tempi necessari ai medici per far raggiungere alle donne affette da isteria l’orgasmo necessario a guarirle. È solo negli anni Venti del 900 che i vibratori cominciano ad essere utilizzati nei film pornografici e il loro ruolo terapeutico viene sostituito da un ruolo ludico che ne comporta la lenta scomparsa dall’ambito medico.
Nel corso del 900 una serie di avvenimenti segna (alleluia) un cambio di rotta:
- 1918: a partire dal libro di Marie Stopes Married Love comincia a farsi strada l’idea che anche le donne abbiano diritto a ricercare nel sesso un proprio piacere
- 1953: Alfred Kinsey pubblica il comportamento sessuale della donna, un libro contenente i risultati di uno studio condotto su 5940 donne, il 62% delle quali ammettendo di masturbarsi dichiara la ricerca del piacere una prerogativa anche femminile
- Nel corso degli anni 50 Gregory Pincus realizza il primo contraccettivo, la pillola per donna, commercializzata a partire dal 1960
- Negli anni Settanta la riforma del diritto di famiglia introducendo il divorzio pone fine all’indissolubilità del matrimonio
Pian piano, dunque, si legittima la donna a ricercare una propria soddisfazione sessuale, a godere della sessualità senza che questa debba per forza essere procreativa e al diritto di scelta rispetto a un “per sempre” coniugale che prima era obbligato.
La condizione femminile cambia sensibilmente, la donna acquista nuova consapevolezza di sé e di come può vivere la sessualità, che diventa a tutti gli effetti un bene primario anche per il femminile, non necessariamente subordinato al maschile.
Come funziona il piacere sessuale femminile

La commissione di studio per i disturbi orgasmici femminili nel 2004 ha definito l’orgasmo femminile come segue: “picco di sensazione di intenso piacere transitorio e variabile in grado di creare un alterato stato di coscienza, abitualmente accompagnato da contrazioni ritmiche e involontarie della muscolatura pelvica striata circumvaginale, spesso con contrazioni concomitanti dell’utero e dell’ano e miotonia che risolve la vasocongestione indotta dall’eccitamento sessuale, solitamente con l‘induzione di uno stato di benessere e soddisfazione” (Meston, Hull, Levin, Sipski, 2004).
L’orgasmo viene definito come un picco di piacere variabile: il primo accento della definizione è dunque sulla variabilità dell’esperienza orgasmica soggettiva. Tradotto in parole semplici ciò significa che l’orgasmo assume caratteristiche soggettive, variabili da donna a donna.
Ogni volta che qualcuno generalizza parlando di orgasmo mi viene in mente la scena di Prime, dove il protagonista maschile immagina la nonna che di fronte ad affermazioni discutibili si da una padellata in testa.
Visualizzata la scena?
Ogni volta che si generalizza divento quella nonna.
L’esperienza orgasmica può variare in base a fattori imputabili al contesto ambientale, relazionale e sociale, modificarsi tra donne di età diversa e/o in una stessa donna nelle diverse fasi di vita (adolescenza, età adulta, menopausa).
La definizione in apertura sottolinea anche che l’orgasmo risolve la vasocongestione, esito dell’eccitazione sessuale.
Immagino sarai confusa, tutti questi tecnicismi per dire cosa?
Provo a dirlo alla pane e salame
Raggiunto un picco di eccitazione si innesca l’orgasmo che pone fine alla reazione vasocongestizia (ossia l’aumento di flusso sanguigno e tono a livello genitale) e promuove uno stato di soddisfazione e benessere.
Il picco di eccitazione in prossimità del quale si innesca l’orgasmo si definisce soglia orgasmica, è un valore geneticamente prestabilito, variabile da persona a persona
La soglia orgasmica è il punto “di non ritorno”, raggiunto il quale si attiva il riflesso orgasmico.
Questo valore soglia varia di essere umano in essere umano, tanto più è basso tanto sarà “facile” l’attivazione del riflesso orgasmico, tanto più è alto tanto più arrivare all’orgasmo sarà difficile, in salita.
Per te passeggiate tranquille o impervie salite?
La soglia orgasmica, pur essendo geneticamente determinata in ogni singola donna, può modificarsi per cause biologiche e psicologiche.
Ciò significa che cause biologiche e/o psicologiche possono rendere ad esempio più difficile per una donna che arrivava facilmente all’orgasmo sperimentarlo, rendere per quella specifica donna più alto il valore soglia e quindi più in salita la strada verso il piacere.
Direi che tutto torna: una soglia diversa di donna in donna perchè l’orgasmo scatti e un impatto su quella soglia di tutta una serie di fattori
Ti senti mancare? Ti svelo un segreto: ci si può lavorare!
Tra le cause biologiche impattanti sul valore soglia abbiamo ad esempio la modificazione della concentrazione di ormoni sessuali in specifiche fasi di vita: pensiamo ad esempio alla menopausa, periodo in cui la diminuita concentrazione di ormoni sessuali impatta sulla sessualità femminile da più punti di vista (es. diminuito desiderio, secchezza vaginale).
Dal punto di vista psicologico è invece noto che ogni stato di stress ambientale sociale e/o relazionale concorre ad innalzare il valore soglia; stati di rilassamento, abbandono e coinvolgimento sentimentale possono invece abbassarlo.
Ad essere soggettivi non sono solo l’esperienza orgasmica e il valore soglia oltre il quale il riflesso orgasmico si attiva, ma anche gli stimoli che concorrono a che tutto questo si metta in moto.
Ti starai chiedendo cosa ti voglio dire. Vengo al punto
Non tutte le donne si eccitano allo stesso modo, per le stesse cose, di una stessa intensità.
Una stimolazione (genitale, extragenitale e sostenuta dall’immaginario) per essere efficace deve essere adeguata per quella specifica donna ossia adeguatamente intensa e interpretabile come erotica: due aspetti estremamente soggettivi.
È evidente che per una donna può essere adeguata una data intensità di stimolazione, per un’altra un’intensità diversa, più bassa o più alta.
Similmente una donna può trovare stimolante dal punto di vista erotico qualcosa di diverso da quello che trova stimolante dal punto di vista erotico un’altra donna: per l’una può essere stimolante il partner tocchi i seni, per l’altra disgustoso o indifferente, per l’una eccitante una data fantasia, per l’altra indifferente o ripugnante, per l’una gradito e per l’altra sgradita la stimolazione orale dei genitali.
Ciò che fa impazzire una donna, in sintesi, potrebbe infastidirne e inibirne un’altra. Per tutti i lettori quindi: non cerchiamo la ricetta per fare impazzire una (qualsiasi) partner ma proviamo a mettere in gioco la curiosità di conoscere quella con cui siamo in relazione.
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Che funzioni ha il piacere sessuale femminile?
Biologi e antropologi si sono chiesti quale possa essere la funzione dell’orgasmo femminile, approcciando la questione da un punto di vista evoluzionistico: in che modo l’orgasmo può favorire la procreazione e quindi la sopravvivenza della specie?
Una prima teoria evoluzionista spiega l’orgasmo come stimolo alla riproduzione: provandolo, tramite l’attività sessuale, la donna sarebbe incentivata a ricercarlo di nuovo, dinamica che favorirebbe procreazione e sopravvivenza della specie.
Questa prospettiva potrebbe decadere tenendo conto che l’orgasmo può essere ottenuto anche senza rapporti penetrativi, potenzialmente procreativi.
L’antropologo Desmond Morris risponde suggerendo che la sopravvivenza di un bambino è più garantita potendo quel bambino contare su un gruppo famigliare stabile che gli garantisca protezione. L’orgasmo femminile svolgerebbe in questa ottica una funzione evolutiva assicurando il legame di coppia e la gratificazione nella vita famigliare necessari per crescere la prole.
La sua funzione evoluzionistica avrebbe quindi in un certo senso una valenza sociale e relazionale: orgasmo come strumento per tenere coesa la famiglia e assicurare alla prole maggiore protezione favorendone la sopravvivenza.
Morris pensava che l’orgasmo favorisse la procreazione anche per un tema di “forza di gravità”. Era convinto la donna stando in posizione orizzontale, appagata dopo aver raggiunto il piacere, trattenesse il seme nel canale vaginale più a lungo e che questo favorisse la fecondazione.
Studi successivi hanno evidenziato limiti e contraddizioni di queste teorie, fino ad arrivare ad escludere che l’orgasmo possa in qualche modo favorire il concepimento.
Quale sarebbe allora la funzione del piacere sessuale, esclusa la sua correlazione con sopravvivenza ed evoluzione della specie?
Diversi studi scientifici hanno evidenziato che l’orgasmo fa bene alla salute: l’orgasmo ha infatti una funzione protettiva in relazione al rischio cardiovascolare (Smith et al. 2001) e al cancro alla prostata (Kotb et al., 2015; Rider et al., 2016).
Per gli uomini tra i 45 e i 59 anni ridurrebbe del 50% il rischio di mortalità tra coloro che hanno due o più orgasmi al mese rispetto a quelli che ne hanno meno di uno (Smith et al. 2001)
Una vita sessuale soddisfacente è inoltre predittiva di buona salute soprattutto per le persone anziane e di mezza età, per entrambi i sessi (Lindau, Gavrilova 2010).
Nelle donne gli studi dimostrano che ossitocina e DHEA, molecole rilasciate al momento dell’orgasmo, svolgono una funzione protettiva contro cancro, endometriosi, crampi mestruali, emicrania e stress.
Tra gli effetti benefici dell’orgasmo c’è anche quello di rinforzare il sistema immunitario e impattare positivamente sulla salute mentale: il rilascio di endorfine al culmine del piacere attiva la produzione di immunoglobulina A (IgA), un antigene che si lega con i batteri inducendo il sistema immunitario ad attaccarli. Lo stesso rilascio riduce ansia e depressione aumentando la vitalità, con benefico impatto sulla salute mentale.
Ora che hai capito quanto il piacere sia importante non resta che cominciare a godertelo, e se hai bisogno scopri come posso aiutarti.
