Desiderio sessuale: come funziona davvero e perché può cambiare nel tempo

Quando parliamo di desiderio sessuale, spesso lo facciamo dando per scontato che debba funzionare in un determinato modo.

Dovrebbe esserci spontaneamente. Dovrebbe comparire con una certa frequenza. Dovrebbe precedere l’eccitazione. Dovrebbe essere rivolto al partner quando la relazione funziona.

Ma quanto di tutto questo corrisponde davvero a come funziona il desiderio?

La realtà è che il desiderio sessuale non è un interruttore che si accende e si spegne sempre nello stesso modo. Può cambiare, può essere influenzato da molti fattori e può manifestarsi in maniera diversa da persona a persona.

Il desiderio sessuale deve esserci sempre? 

No. Il desiderio può cambiare nel corso della vita e attraversare periodi diversi.

Può essere presente in alcuni momenti e diminuire in altri. Può risentire di cambiamenti nella relazione, di periodi particolarmente stressanti, delle emozioni che stiamo vivendo o del modo in cui ci sentiamo nel nostro corpo. Anche le diverse fasi della vita possono modificarne l’esperienza. Per questo, avere un periodo in cui si desidera meno non significa automaticamente che ci sia un problema.

La domanda diventa importante soprattutto quando questa variazione viene vissuta con disagio, preoccupazione o sofferenza, oppure quando interferisce con la propria vita sessuale o con la relazione.

Desiderio ed eccitazione arrivano sempre nello stesso ordine?

Non necessariamente. Siamo abituati a immaginare la sessualità come una sequenza precisa: desiderio → eccitazione → rapporto sessuale. Ma non per tutte le persone funziona esattamente così.

In alcuni casi il desiderio può essere presente prima dell’eccitazione. In altri, invece, può emergere dopo che l’eccitazione è già iniziata, per esempio durante un momento di intimità o di contatto con il partner.

Questo è uno dei motivi per cui aspettarsi di dover sentire necessariamente “voglia” prima di iniziare qualsiasi esperienza intima può creare aspettative poco realistiche.

Non significa forzarsi a fare qualcosa che non si desidera. Significa riconoscere che il desiderio può avere modalità diverse di comparsa e non deve necessariamente seguire un unico percorso.

Da cosa dipende il desiderio sessuale?

Il desiderio non nasce nel vuoto. Può essere influenzato da ciò che stiamo vivendo, dal nostro stato emotivo, dalla relazione, dal contesto e dal rapporto che abbiamo con il nostro corpo. Anche la qualità dell’intimità può avere un ruolo. Sentirsi vicini, accolti, rilassati e coinvolti può creare condizioni diverse rispetto a quelle che viviamo quando siamo preoccupati, stanchi o distanti emotivamente.

Questo non significa che esista una causa unica del desiderio o che basti modificare un solo elemento per farlo “tornare”. Significa che, per comprenderlo, può essere utile guardare alla persona nella sua complessità.

E quando il desiderio diminuisce?

Una diminuzione del desiderio può avere significati molto diversi. A volte è una variazione temporanea e non rappresenta una difficoltà clinica. Altre volte, invece, può essere vissuta con sofferenza oppure diventare motivo di tensione nella coppia. Può capitare di iniziare a chiedersi: “Perché non ho più voglia?”, “C’è qualcosa che non va in me?”, “Se amo il mio partner, perché non lo desidero?”

Queste domande possono alimentare il confronto con un’idea di come la propria sessualità dovrebbe essere. E proprio questo confronto può rendere ancora più difficile ascoltare ciò che sta realmente accadendo.

Quando può essere utile chiedere aiuto?

Non è necessario aspettare che una difficoltà diventi molto grande prima di parlarne.

Se il desiderio sessuale è diventato fonte di preoccupazione, se crea sofferenza personale o nella coppia, oppure se senti di non riuscire a comprendere cosa stia succedendo, confrontarti con un professionista può aiutarti a fare chiarezza.

Il lavoro sessuologico può aiutare a comprendere meglio il proprio desiderio, il modo in cui si manifesta e i fattori che possono influenzarlo. Non si tratta di riportare il desiderio a una presunta “normalità”. Si tratta di capire come funziona per te, cosa sta succedendo e quale significato ha nella tua esperienza. Il desiderio non deve essere uguale per tutti

Forse la domanda non dovrebbe essere: “Quanto desiderio dovrei avere?” Ma: “Come vivo il mio desiderio e quanto mi fa stare bene?”, perché non esiste un unico modo di desiderare, così come non esiste un ritmo uguale per tutte le persone.

Conoscere meglio il proprio desiderio può significare anche liberarsi da alcune aspettative e iniziare a vivere la propria sessualità con maggiore consapevolezza. E quando qualcosa crea sofferenza, parlarne può essere il primo passo per comprenderlo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto