L’intelligenza emotiva spiegata semplice? È una componente dell’intelligenza che consiste nella capacità di percepire, valutare, comprendere, utilizzare e gestire le emozioni.
Detto alla pane e salame essere emotivamente intelligenti significa saper cogliere quello che provi tu, quello che prova l’altro, riuscire a comprendere quell’emozione anche se distante da te e saperla gestire.
L’intelligenza emotiva in concreto
Facciamo un esempio.
Immaginiamo che siate a un aperitivo con la vostra migliore amica e che lei si dica disperata per la sparizione di Paolo.
Una persona intelligente emotivamente capisce la disperazione di quella specifica amica, la comprende sebbene abbia sempre pensato Paolo fosse un mentecatto, la riconosce come legittima sebbene ritenga sia una fortuna Paolo si sia dileguato.
Una persona intelligente emotivamente capisce che la sua amica è disperata, distingue la propria emotività (ad esempio il sentirsi sollevata per la sparizione di Paolo) da quella dell’altro e sa metterla da parte, consapevole che in una circostanza del genere la risposta più appropriata sia “Immagino come tu possa sentirti, non deve essere facile”, non “te lo avevo detto” o “meglio così” o ancora peggio “cosa piangi a fare per un cretino del genere”
Bene, quanti di voi si riconoscono nelle cose da non dire?
Immagino la platea gremita, tutti che tra sé e sé si dicono “cacchio, sono io” ma tengono la mano abbassata.
Visualizzata la scena?
Quali sono le componenti dell’intelligenza emotiva
L’intelligenza emotiva viene definita come la capacità di monitorare i propri sentimenti e quelli altrui al fine di raggiungere obiettivi. Daniel Goleman sintetizza come segue le sue componenti e caratteristiche:
- Consapevolezza di sé, la capacità di produrre risultati riconoscendo le proprie emozioni;
- Dominio di sé, la capacità di utilizzare i propri sentimenti per un fine;
- Motivazione, la capacità di scoprire il vero e profondo motivo che spinge all’azione;
- Empatia, la capacità di sentire gli altri entrando in un flusso di contatto;
- Abilità sociale, la capacità di stare insieme agli altri cercando di capire i movimenti che accadono tra le persone.
Dettagliate le componenti che caratterizzano l’intelligenza emotiva proviamo a cucirle sull’esempio di cui sopra.
Consapevolezza di sé: riconosco che mi sento sollevata all’idea Paolo sia sparito e mi fa rabbia vedere che la mia amica si disperi a tal punto per uno così
Dominio di sé: tengo a bada la mia rabbia
Motivazione: rammento che sono qui per stare vicino alla mia amica
Empatia: anche se non lo condivido capisco la mia amica possa soffrire in questo momento. Come mi sentirei io al suo posto?

Abilità sociale: tengo le mie considerazioni per me e forte dell’immagine di me al posto della mia amica, consapevole di quanto starei male se fossi io quella che è stata “abbandonata” da una persona a cui teneva, la conforto. Rimando il tempo della razionalità e l’espressione della mia opinione su Paolo a quando i tempi saranno maturi per farlo.
Come mai l’intelligenza emotiva è importante?
Abbiamo raccontato cosa sia l’intelligenza emotiva e provato a renderla tangibile, visualizzabile attraverso un esempio concreto. Scopriamo più nel dettaglio come mai è importante e a cosa serve davvero, per se stessi e nella relazione con gli altri.
L’intelligenza emotiva come risorsa personale
L’intelligenza emotiva è una risorsa personale davvero importante. Essere consapevoli di sé, conoscersi è talmente importante da diventare spesso il primo obiettivo di un percorso di terapia.
Essere consapevoli di sé significa moltissime cose:
- Conoscere e riconoscere i propri sentimenti
- Sapere cosa si vuole
- Saper gestire la propria emotività
- Conoscere i propri talloni d’Achille, i propri pattern emotivi piuttosto che comportamentali (ossia emozioni/comportamenti che tendono a ripetersi)
Anche qui semplifichiamo con qualche esempio, che ne dite?
Nell’esempio di prima conoscere e riconoscere i propri sentimenti ha a che fare con il saper mettere a fuoco la propria disistima per Paolo, il dispiacere per la nostra amica, la rabbia che ci pervade.
Sapere cosa si vuole significa aver presente che siamo li per la nostra amica, che vogliamo starle vicino e darle conforto. Saper gestire la nostra emotività vuol dire avere in mente che non si sta parlando di noi ma di Sara (la nostra amica), motivo per cui la nostra emotività è importante controllarla.
Cosa intendo per la nostra emotività?
Poniamo il caso che due cose ci facciano imbestialire: le persone che piangono e gli uomini che scappano.
Che botta averle entrambe condensate nella stessa situazione: Sara piange perché Paolo è scappato.
Colpite e affondate.
Quest’ultimo pezzo ha a che fare con la consapevolezza dei nostri pattern ricorsivi. La rabbia a fronte di distanze o della manifestazione di emotività negativa (il pianto) può essere qualcosa di fortemente limitante se non gestito e compromettere i nostri rapporti e le nostre relazioni.
Entriamo nel merito.
L’intelligenza emotiva come risorsa nella relazione con gli altri
Essere emotivamente intelligenti migliora nettamente la nostra relazione con gli altri. Da terapeuta credo che l’intelligenza emotiva sia in un certo senso la conditio sine qua non stare in relazione con l’altro.
I disturbi che si basano su un difetto di relazione (pensiamo ai tratti narcisistici di cui oggi si parla tanto, spesso in modo improprio … “è un narcisista” “era una relazione tossica” … occhi alla diagnosi selvaggia e fatta dalla sciura Maria) si distinguono tra le altre cose proprio per una lettura delle circostanze che manca dell’altro (a proposito di relazioni, leggi anche l’articolo sui problemi di comunicazione di coppia).
Eh già. Come posso stare nelle situazioni, avere relazioni, se sono “io centrico”.
L’intelligenza emotiva è quel qualcosa che mi rende capace di cogliere in una circostanza me e l’altro, di distinguerli e quindi di avere con quell’altro un qualche tipo di relazione.
Buttiamo per un attimo dalla torre Paolo e Sara e immaginiamo una mamma che sta giocando con il suo bambino e lui a un certo punto le dice “brutta mamma, vai bia”.
Come fa quella mamma a stare in relazione con il suo bambino se non riesce a chiedersi cosa stia succedendo e la prende sul personale.
Ve la immaginate una mamma che prende e dice “ok Giuseppe non aspettavo altro” e se ne va.
Esploderebbero i casi di abbandono minorile trattandosi di una scena che credo sia molto frequente nelle case dei nani.
In sintesi
Lo so, sembra una battuta perché mi conosce sa che il dono della sintesi non mi appartiene, ma ci provo.
L’intelligenza emotiva, abbiamo detto, è la capacità di riconoscere e gestire la propria emotività, quella altrui e farlo in modo coerente con i nostri scopi e funzionale (sano).
Si tratta di un’abilità estremamente importante sia nel rapporto con sé sia in quello con l’altro. Se senti che l’intelligenza emotiva non è il tuo e desideri potenziarla parliamone.
