La nascita di un bambino rappresenta per la coppia un momento di grande cambiamento. Il sesso post parto potrebbe subire, di riflesso dei cambiamenti, talvolta momentanei, altre volte molto più incisivi e impattanti sul benessere di coppia. Vediamo insieme in cosa consiste questo cambiamento e come farvi fronte in modo efficace.
Quando nasce un bambino nascono anche una mamma e un papà
Nel momento in cui nasce un bambino la coppia acquisisce un nuovo ruolo, quello genitoriale, con cui come singoli prima ancora che come coppia bisogna prendere le misure.
“Come si fa?”, “Come lo cambio?”, “Come lo faccio smettere di piangere?”, “Come lo allatto?”, “Sarà giusto?”
Le domande che affollano la mente di un neo genitore sono le più varie e sulle stesse impattano quantomeno da tre fattori:
- com’è quello specifico bambino: è molto diverso il post partum per una coppia il cui bambino è pacioso, tranquillo e “dorme sempre” da quello di una coppia il cui bambino è ad alto contatto, ha difficoltà di suzione, non dorme o ha molte coliche.
- come sta quello specifico genitore: il 70% delle donne incontra nel post partum una deflessione del tono dell’umore. L’impatto della genitorialità sarà molto diverso per una mamma che si sente bene, fisicamente ed emotivamente, e per una mamma che si sente triste, piange sempre e magari al contempo pensa “mi sono rovinata la vita” e “come posso pensare una cosa così terribile”.
- quanto riesca ad allearsi la coppia: in un momento in cui ci si deve occupare del nuovo nato e occuparsi di sé non è scontato ci si riesca a sintonizzare anche con l’altro. Immaginate una mamma che è a casa tutto il giorno con il suo neonato e “invidia” il marito che è tornato a lavoro. Come quella mamma accoglie il marito la sera, in che misura si racconta e quanto lui la comprende fa un’enorme differenza. Se quel neo papà viene aggredito può “passargli la voglia di tornare a casa”, se quella neo mamma viene aggredita può aumentare la sensazione di mancato supporto e comprensione … che escalation poi se ogni sera si ripete uguale!
Ci può essere una coppia in cui lei, sopraffatta dalla deflessione dell’umore, si sente sola, incompresa e manifesta tutta la sua disperazione esternando la rabbia, un papà che si sente travolto da questa rabbia e non compreso a propria volta.
Ci può essere anche una mamma serena, con bambino tranquillo e un papà che più si sente coinvolto e accolto più a voglia di partecipare e viceversa.
Estremamente semplificato: bimbo impegnativo + tristezza e senso di esclusione di uno o entrambi i partner + manifestazioni di rabbia di uno o entrambi i partner = si salvi chi può/bambino tranquillo + benessere del singolo o di entrambi + capacità di comunicare = siamo salvi!
La semplificazione vuole solo essere a favore di lettura e un modo un po’ diretto per sottolineare quanto variabile possa essere il post partum, quanto delicato come si senta sia quello specifico papà sia quella specifica mamma e quanto soggettivo che tipo di bambino ci capiti.
Consapevolezza di sé, comunicazione e comprensione dell’altro giocano un ruolo determinante sulla capacità di quella coppia di affrontare il cambiamento trovando un nuovo equilibrio. Stesso nuovo equilibrio che arriva a coinvolgere il sesso post parto.
Io, tu, l’altro: sesso post parto e cambiamenti
Appurato che il post partum può essere estremamente variabile e che questa variabilità dipende quanto meno dalle caratteristiche del nuovo nato, da come stanno i neo genitori e dalla capacità dei due di averne cura (di come stanno ma anche reciproca) credo accomuni tutte le coppie il fatto che il post partum rappresenti un momento di cambiamento relazionale. E dunque anche il sesso post parto è parte del cambiamento in atto.
Fermi tutti: prima ho parlato dell’importanza di non generalizzare e ora sto generalizzando?
Si, per due motivi:
- la relazione non è più “noi” ma “noi + 1”
- il post partum si caratterizza per un cambiamento ormonale che ha per forza di cose un impatto sulla relazione: si è fisiologicamente propensi ad accudire la prole (è per via dell’ossitocina”) e la spinta ad occuparsene è maggiore in questa fase di qualunque altra (sessuale compresa, è per via del testosterone)
Sui due punti di cui sopra ci torniamo più avanti. Vediamo ora come cambia la sessualità e che cosa succede all’intimità fisica nel momento in cui nasce un bambino
Mi cala la palpebra
A calare nel post partum non è solo la palpebra (sfido chiunque abbia un bambino piccolo a non sentirsi assonnato) ma anche il desiderio sessuale.
La ragione è prima di tutto ormonale. Come accennato in precedenza il desiderio risente del calo degli androgeni.
Calo della libido ed esperienze di dolore durante i rapporti sono tra i fattori che possono comportare se ne riduca la frequenza. Questa eventualità è generalmente temuta, ma vi rincuorerà saperla tanto comune quanto risolvibile.

Ritrovare l’intimità fisica e relazionale
Ti chiederai come ritrovare intimità fisica e relazionale dopo il parto. Scopriamolo insieme!
- Accetta il cambiamento: pretendere la relazione e la sessualità siano “come prima” può essere frustrante. Prova ad avere la curiosità di capire come potrebbero essere oggi e parti da questa curiosità per costruire un nuovo equilibrio
- Datti tempo: ci sono voluti 9 mesi per conoscere il tuo bambino, non dico che ce ne vogliano necessariamente altrettanti per ritrovarsi ma credo sia importante non pretendere di farlo in quattro e quattr’otto
- Comunica: gli altri non ti leggono nella mente e se non vuoi essere frainteso/a è fondamentale metta l’altro nella condizione di comprenderti
- Chiedi aiuto e supporto al personale dedicato: ostetrica, ginecologo, psicoterapeuta, sessuologo, sono tante le figure (me compresa) da cui puoi avere sostegno
- Valorizza il processo: migliorare non significa solo aumentare la frequenza dei rapporti e ritrovare il desiderio ma anche creare le precondizioni perché questo accada. Precondizioni possono consistere in una parola gentile, nel ritrovarsi a parlare sul divano la sera, nel fare progetti, nel parlare di cosa manca ma nel condividere anche quel che resta
Come posso aiutarti
La scelta di intraprendere un percorso individuale o di coppia è estremamente soggettiva e dipende da due dei tre fattori citati in apertura: come sta il singolo, come e quanto si allea la coppia.
Determinante anche la disponibilità dei neo genitori a presenziare ai colloqui: impossibile aiutare chi non vuol essere aiutato.
Come psicoterapeuta e sessuologa esperta posso aiutarti da tre punti di vista: a ritrovare il benessere individuale, a scoprire un nuovo equilibrio relazionale, a ritrovare il benessere sessuale. Contattami se senti di aver bisogno di un supporto con la mia consulenza di terapia sessuale di coppia!
